Oggi sono triste

Oggi sono triste. Alle parole non si da mai peso. Vanno scelte con cura, sussurrate, gridate – nel caso – ma consapevoli del fatto che hanno sempre un effetto, il più delle volte inaspettato.

Sono triste. A prescindere dalla situazione che stiamo vivendo – che non è per nulla semplice, figuriamoci la sua gestione – ma come si fa a leggere: “divieto di recarsi presso le abitazioni private abitate”. Ma cosa vuol dire?! Non posso andare dal parente stretto? Non posso andare dalla mia vicina?! Ma che vuol dire?! Non posso far fare una merenda – dico una piccola merenda – con un amico, uno, dei bambini?! Vuol dire privare ogni tipo di contatto? Anche se protetto?! A quale scopo?! Evitare i contagi?! E chi ci pensa alla salute mentale di tutti?! Quanti tentati suicidi dovremo avere per comprendere? Quante persone che si rifugiano nel dolce abbraccio dell’alcol o di sostanze stupefacenti?! Quanto dovremo pagare per arrivare a comprendere che il divieto imposto senza logica otterrà solo l’effetto opposto: la ribellione, l’evasione, la trasgressione. Non perché siamo tutti scemi, ma perché senza contatto, senza sguardi, senza carezze, senza mani che si sfiorano, non possiamo stare. NON POSSIAMO.

Penso ai bambini, a tutti quei piccoli momenti di ritrovo che ora sono negati. Ed era il caso di tirare i nastri sui giochi presenti nei parchi? Ma perché?! Che senso ha? Uno schiaffo alla sensibilità? Un dispetto? Perché?

Il buon senso è negato, non è data possibilità di interpellarlo, perché sono i divieti a mettere tutti in riga.

Azioni del qui e ora senza la minima prospettiva. Come se il divieto impedirà il normale decorso dell’esistenza.

Sono una persona di buon senso, di senso. Ma oggi faccio fatica a comprendere tutto ciò, dentro un vortice d’incastri inimmaginabili, per cosa?! Sopravvivere?!

Voglio vivere. Non sopravvivere.

E nonostante le ordinanze in nome della salute pubblica – che rispetterò come sempre – la promessa è di cercare di portare colore, sempre. Perché a sopravvivere non ci sto.

Voglio vivere. E se VIVERE è convivere con una dose intrinseca di sofferenza, va bene. Non importa. Perché voglio vivere.

VIVERE. NON SOPRAVVIVERE.

Pubblicato da A piedi nudi nella Terra

“T’insegneranno a non splendere. E tu splendi, invece.” - Cit. Pier Paolo Pasolini

Una opinione su "Oggi sono triste"

  1. Concordo!
    Quante mogli saranno ancora uccise?
    O quanti mariti potrebbero essere uccisi?
    Le convivenze diventano davvero difficili!
    La vita non è più VITA!
    SEMPRE PIÙ SI VORREBBE TRASGHEDIRE..
    Ma poi?
    Si salvi chi può!

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