Scontro vs Incontro

Mamma… tu sei un mostro?!

Essere considerata un mostro – da coloro che rappresentano il dono più meraviglioso concesso da madre natura – è davvero una grande soddisfazione. Mostro dalle sembianze di Orco.

L’Orco rappresenta la parte oscura, quel lato di sé che non si può nascondere e – a dirla tutta – nemmeno si dovrebbe, il rischio è la trasformazione in mostro per davvero.

Prendere contatto con il mio Orco è stato una sorta di benedizione. Impulsiva per natura, incazzata per la vita… una bomba a timer. Rabbia allo stato puro.

L’Orco tace, agisce e affronta con determinazione le avversità. È energia propulsiva in grado di permettere l’evoluzione degli avvenimenti. È istinto. L’Orco si butta a capofitto senza se e senza ma. Non ha mezze misure, prova paura anche lui, ma non ha timore. È coraggioso. Attacca.

L’Orco è aggressività, un passo dopo la rabbia. È la sua evoluzione, ciò che di buono serve per procedere senza ledere nessuno, senza danni collaterali.

È quel click che permette l’incontro nello scontro, di comprendere il mio dal tuo volere.

I bimbi lo sanno – quando il conto alla rovescia parte – la mamma si trasforma e l’Orco prende vita. E parte lo scontro. Una battaglia senza vincitori e senza vinti. L’occasione per incontrasi dentro la guerra a suon di cuscinate. Le armi sono i pachetti di fazzoletti, i rotoli di carta igienica, e tutto ciò che di morbido ruota intorno a noi. Le risate prendono il posto del malumore, delle incomprensioni e della voce urlata che ferisce. E alla guerra segue il tempo di pace. Il tempo dell’ascolto e della parola.

L’Orco è il pezzo forte delle merende e dei pigiama party – appuntamento fisso anche per gli amichetti – insieme alla pizza, al pane e al cioccolato.

Per entrare in contatto con il sé Orco è necessario un lungo processo di rielaborazione della propria immagine riflessa.

L’Orco dentro di me, riflesso

“Non c’è vita senza movimento e l’arresto del proprio movimento per tutta la materia vivente, è la morte.” Cit.

Per approfondire:

“La simbologia del movimento.”

Lapierre-Aucouturier Edipsicologiche Cremona.

“Il mio mostro sotto il letto.”

Barbantini-Sangiovanni Artebambini, 2007.

Per riflettere:

Ho dipingiuto

E sono felice!

Dipingiare è per tutti e almeno una volta nella vita lo abbiamo fatto. Lei però lo sceglie perché le piace. Le piace da impazzire. E lo fa con tutto il corpo e si diverte.

È ostinata. Non si accontenta di un semplice: “No, lo facciamo dopo”. Insiste affinché tutto ciò che serve le sia messo a disposizione. Il caro Babbo ha proprio letto il suo desiderio e le ha portato in dono un kit da vera professionista. Ora non la ferma più nessuno – nemmeno i gatti.

Avessi avuto io da piccola la sua stessa determinazione – la stessa predisposizione a scegliere ciò che piace, ciò che fa stare bene – mi sarei risparmiata una costellazione di scelte di morte. Sì, di morte è il termine corretto.

Si muore lentamente quando a scegliere sono i sensi di colpa, la paura e il dolore. Sono morta infinite volte senza nemmeno rendermene conto.

La Vita – nonostante l’innata capacità di farmi del male – è sempre stata gentile permettendo incontri determinanti, spesso pungenti, a garanzia delle innumerevoli rinascite.

Oggi scelgo – forse – con più consapevolezza. Scelgo e faccio tesoro delle scelte di morte per non morire nuovamente senza accorgermene – quanto meno – perché io sono le mie scelte.

Oggi
primo gennaio 2021
scelgo di ripartire con la poesia tra le dita

“Nessuno può darle aiuto o consiglio, nessuno. C’è solo un modo.

Guardi dentro di sé.

– Rainer Maria Rilke

Alle Scelte

Per approfondire:

“Un anno di poesia.”

Bernard Friot – Illustrazioni di Hervé Tullet – Lapis Edizioni, 2019.