
Nascere allora come nascere oggi. Il primo sguardo resta quel meraviglio incontro che cambia la vita. La cambia irreversibilmente.
La donna diventa madre.
Madre inesperta. Chi lo sa qual è la cosa giusta da fare? Nemmeno con un manuale super dettagliato se ne verrebbe a capo. Si procede per tentativi ed errori come fanno gli stessi bambini: si apprende provando infinite volte.
E nella miriade di sensazioni, di emozioni e di notti insonni, torna quell’incontro – il primo sguardo – che scalda, avvolge e rassicura il cuore, porta con sé serenità.
È tutto lì.
Lo sguardo è presenza – Sono qui con te – è relazione.

Ma non basta. Chissà Maria come avrà vissuto quel primo sguardo al freddo al gelo? E chissà Giuseppe?
L’uomo diventa padre.
Il padre è custode di quel primo sguardo. È lui che sta accanto – protegge – si prende cura del meraviglioso incontro.
<<Non ti preoccupare, io sono qui>>
Come ti senti? Come posso aiutarti? Le domande gentili e colme di amore. Le domande che servono.
E dopo il padre, la comunità…
A tutte le mamme – di sangue e di pelle – che coraggiosamente sono presenti con il loro sguardo.
Per approfondire:
“Sono qui con te. L’arte del maternage.”
Elena Balsamo – Il Leone Verde, 2014.
“Il Primo Sguardo. Prime ore di vita, cure prossimali e affettività.”
Zlotnik, Bortolotti, Tortorella – fasidiluna, 2014.

Condivido in pieno la parte magica della nascita, ma come per ogni cosa c’è “l’altra parte”…il rovescio della medaglia, che non annulla la parte buona ma per certi versi la amplifica…perché nascere è anche morire…muori quando sei sola, quando affronti magari la depressione post partum, quando la comunità esiste solo nella teoria, quando il padre sarebbe meglio definirlo il “bambino più grande”, quando le “domande che servono” sono sostituite da subito dal “quand’è che rientri al lavoro?”. E mi fermo qui. Per ora. 🤣
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Sì, condivido quanto scrivi. Il rovescio della medaglia c’è sempre.
Se c’è vita c’è morte, se c’è luce c’è buio, se c’è gioia c’è tristezza, se c’è coraggio c’è paura… il rovescio della medaglia fa parte dell’esistenza.
Lo scritto vuole essere un inno alla vita e al primo sguardo di tutte le mamme – mamme di sangue e mamme adottive, definite mamme di pelle – e il cucciolo d’uomo.
Nello scrivere tutto ciò che hai citato era ben presente nei miei pensieri e nel vissuto personale. Tutti aspetti delicati e di vitale importanza per tutte le figure che si accostano alla maternità.
Ci saranno occasioni attraverso successivi scritti in cui tentare di riflettere su tutti gli aspetti che hai citato.
Ora resta la bellezza di gustare e ripercorrere tutti i primi sguardi della nostra vita e gli infiniti incontri che ci hanno reso quello che siamo ora.
Grazie di cuore ♥️
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