Mi sei mancata

L’Attesa

2021… no 2020.

Dentro un anno di lockdown – tre bimbi, una separazione, un lavoro sacrificato a tratti, COVID-19 nelle vene, tre gatti, una casa, una madre, ciò che resta dell’amore, ciò che resta degli amici – attendere diventa una figura retorica, una metafora di un tempo sospeso fatto di sospiri e incertezze; ci sono io che non so attendere. Non ne sono capace, forse perché ho atteso esageratamente troppo da piccola. Atteso, sperato e delusa.

Una realtà che non è più quella nota, quella sicura perché conosciuta – prevedibile – forse. Una realtà che genera ansia perché senza punti fermi: non è più una sola casa di riferimento, le stanze abituali, il solito letto; è tutto doppio, quasi a vivere contemporaneamente in due realtà non sovrapponibili perché di mezzo c’è la linea netta del conflitto.

Dove stare? Dove collocarsi? Difficile da comprendere per chi il conflitto l’ha generato e ne è responsabile. Solo loro – i più piccoli – lo subiscono e fanno quello che possono.

È forte la tentazione di domandare come si sta nell’altro mondo, quasi a volerlo discriminare – perché di qua è più bello – ed ogni volta mi mordo la lingua, e sto zitta. Almeno cerco di farlo.

Per me, che pensano che sono fatta di “tutto e subito”, “fatica sì” ma non troppo grazie, imparo ad attendere, osservare. Imparo ad aspettare che il tempo faccia il suo decorso, imparo a non avere aspettative, imparo a vivere la felicità e non a rincorrerla.

E all’improvviso, senza chiedere, arrivavo le parole che fanno breccia al cuore: “Mi sei mancata mamma!”.

Anche io mi manco.

Consiglio di lettura:

“Lupo&Lupetto.”

Nadine Brun-Cosme, Oliver Tallec

Edizioni Clichy, 2019.

Pubblicato da A piedi nudi nella Terra

“T’insegneranno a non splendere. E tu splendi, invece.” - Cit. Pier Paolo Pasolini

4 pensieri riguardo “Mi sei mancata

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